Ne Uccide Più il Bastone che la Spada (VCB)

Il prompt di giugno del Vecchio Carnevale Blogghereccio è la foresta. Essendoci già giocati l’episodio di Fantasy Design nell’ambiente boschivo, approfittiamo del tema per parlare di arti marziali, armi, ed in particolare, dell’uso di un’arma molto facile da reperire in una situazione di sopravvivenza nella foresta, nonché possibilmente la più diffusa dalla preistoria ad oggi, ma spesso sottovalutata dalla cultura popolare del fantasy e del GdR. Ebbene sì, parliamo del bastone.

L’utilizzo di bastoni come armi data alle origini stesse degli esseri umani, essendo questi facilmente reperibili in natura, ottenibili da rami o tronchi di alberi. In aggiunta, a differenza di altri utensili primitivi come sassi e pietre, un buon bastone provvede svariati benefici in combattimento quali la maggiore resistenza agli urti ed una portata maggiore, da cui conseguono una migliore capacità di difesa ed un fattore moltiplicativo della forza d’impatto secondo i princìpi delle leve. L’uso di bastoni di varie lunghezze e spessori come armi vere e proprie si riscontra attraverso le ere, finanche nel medioevo, come attestato dai manoscritti di arti marziali del tempo, fino al secolo scorso, in cui troviamo numerose tradizioni marziali che spaziano dall’autodifesa allo sport, includendo discipline dal bataireacht irlandese alla scherma di bastone siciliana, dal combattimento al knobkerrie sudafricano fino al bōjutsu giapponese.

Bastone e spada a confronto
Ma, in mancanza di punte, lame, o altre aggiunte atte a ferire, quanto letale può essere un bastone? Come esce dal confronto con altre armi notoriamente letali, per esempio… una spada lunga? La risposta a questa domanda richiede un po’ di matematica, e si trova dettagliata in questo articolo sul blog Eduplay del buon Prof. Marrelli.

Si può vedere che tra i due strumenti, della stessa lunghezza ed impugnati nella stessa maniera, il bastone, pur pesando significativamente meno della spada, ha un’inerzia rotazionale molto maggiore, indicata dal momento di inerzia, che indica la difficoltà di accelerarne la rotazione, ma anche quella di decelerarla, e dunque la forza di un suo impatto. Questo vuol dire che tale bastone non solo può causare seri danni all’impatto puro (e dunque molto conveniente contro avversari in armatura, per esempio), ma rende l’attacco del bastone stesso ben più difficile da parare o deviare rispetto a quello di una spada. Si può dunque capire che pur essendo un oggetto semplice, rimane potenzialmente un’arma efficace e, anzi, temibile, specie se si considera la possibilità di cambiare dinamicamente l’impugnatura, in modo da massimizzare accelerazione all’inizio del movimento e potenza d’arresto al momento dell’impatto, o migliorarne la stabilità nelle parate.

Prendendo in considerazione il minor peso inoltre, è facile vede come un’asta di dimensioni maggiori, con una massa dunque più prossima a quella di una spada, potrebbe portare dei netti vantaggi sull’altra arma, aumentando a dismisura la sua potenzialità di danno ad un impatto, ed aumentando l’effettiva portata dell’arma, che permette di colpire con forza ad una distanza alla quale la lama della spada non può arrivare.

Onnipresente e versatile
Anche il bastone lungo, utilizzato a due mani, gode di una lunga tradizione, giunta fino ai giorni nostri tramite svariati stili schermistici che si trovano sparsi ovunque nel mondo. In Asia, il bastone è una parte integrante ben nota di arti marziali come il jujutsu o il kung fu shaolin; in Europa, si possono trovare tecniche di bastone finanche nei manoscritti medievali e rinascimentali, come quelli dei Maestri Peter Falkner, Joachim Meyer, e Paulus Hector Mair. In particolare, questi manoscritti trattano l’uso di un bastone lavorato e relativamente agile, utilizzato come un’arma ad asta proprio per la sua potenza d’impatto e lunga portata. Meyer presenta anche del combattimento con aste particolarmente lunghe, assimilabili all’uso della picca. Il Maestro italiano Fiore dei Liberi invece mostra invece l’uso di un bastone lungo in ottica difensiva, impiegandolo, poggiato al suolo, come un perno, per impedire e deflettere i colpi avversari mentre si cerca un’apertura per colpire con un’altra arma, ad esempio una daga.

Tuttavia, è possibile trovare anche un altro tipo di bastone a due mani, meno elegante e più brutale, del tutto simile ad una massiccia mazza o clava impugnata a due mani, generalmente chiamato per l’appunto il “bastone contadino”, le cui tecniche sono raccolte dal sopracitato Mair. In questo caso vediamo più chiaramente l’uso di un’arma di fortuna, piuttosto che una lavorata in precedenza, ma non è l’unico caso. Fiore dei Liberi a sua volta sembra mostrare l’uso di un semplice bastone in ciascuna mano, in uno scenario di difesa contro armi lunghe come la lancia, in una delle prime scene attestate dell’uso di due armi, ripresa più avanti anche dal Maestro d’Arme pisano Filippo Vadi. Se abbiamo già due tipi diversi di bastone nell’opera di Fiore, possiamo trovarne un terzo, più corto, chiamato per l’appunto “bastoncello”: questo piccolo pezzo di legno fa le veci di una daga in uno scenario di combattimento ravvicinato, e sarebbe usato nella difesa contro avversari armati, in modo da poter bloccare i loro attacchi evitando ferite, ed assistere nel controllo degli arti e chiavi articolari, fungendo da leva.

Per concludere gli esempi, altri tipi di bastoni corti appaiono non solo nel caso dell’autodifesa, ma anche nel combattimento giuridico. Vediamo infatti nell’opera di Hans Talhoffer e Paulus Kal l’uso di un bastone, clava, o mazza in legno nel duello formale fra uomo e donna: in questo caso, l’uomo è confinato ad una buca nel terreno, e non potendo evitare con il movimento gli attacchi dell’avversaria, è costretto ad usare quest’arma per difendersi e contrattaccare, o addirittura per sbilanciare con uno sgambetto.

Non solo botte
La singola caratteristica che rende il bastone in sé ideale ad un contesto di sopravvivenza in particolare, però, è la grande varietà di trasformazioni che, con un po’ di ingegno e manodopera, lo possono rendere molto più che un semplice strumento contundente. La più semplice ed immediata di queste, consiste nello scolpirne un’estremità in modo da ottenere una punta più o meno acuminata, creando così una rudimentale lancia. Lo stesso procedimento permette ovviamente di ottenere dei dardi ed armi da lancio, che possono essere scagliati in vari modi, utilizzando un’altra asta di legno: un bastone robusto ma elastico ed una corda permettono di creare un arco, mentre un pezzo di legno più rigido, nella forma appropriata, può diventare un efficace propulsore.

Tuttavia, armi di questo tipo sono ben più efficaci se la punta atta ad offendere è fatta di un materiale più duro ed affilato del legno: a questo scopo, lance e frecce possono essere realizzate semplicemente assicurando punte di materiali densi come pietre e metalli ad una delle estremità. Allo stesso modo, ovviamente, rudimentali asce e mazze possono essere create usando pezzi di materiale più grandi e pesanti, in modo da concentrare la massa all’estremità per una maggiore potenza d’arresto. Un altro modo di aumentare il potenziale contundente di un bastone è però quello di unire due sezioni separate tramite una cerniera, come un breve laccio di corda o cuoio, che faccia da perno: in tal modo viene realizzata una semplice versione della correggia, del mazzafrusto o del nunchaku, il cui principio basilare è quello di ottimizzare, anziché la massa, la velocità della testa incernierata dell’arma tramite la sua rotazione libera relativa all’asta durante l’accelerazione di quest’ultima.

Infine, c’è ancora un uso molto semplice ma efficace dei bastoni, basato su un principio simile a quello della correggia: assicurando ad un’estremità una frombola, è possibile aumentarne gittata e potenza in relazione alla lunghezza dell’asta, formando un’arma da tiro estremamente utile in un contesto di sopravvivenza, in quanto permette di incrementare la letalità di comuni sassi e ciottoli come proiettili.

Insomma, sebbene il metallo sia il materiale normalmente associato alle armi ed al combattimento, è bene non dimenticare che anche le cose più semplici e comuni, come bastoni e randelli in legno, sono potenziali strumenti di offesa e difesa molto efficaci, nonché estremamente versatili, e la loro facile reperibilità li rende anche oggetti essenziali per la sopravvivenza in luoghi selvaggi e disabitati. Non è dunque un caso che tali strumenti abbiano fatto parte delle tradizioni marziali di innumerevoli culture attraverso i millenni.

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